
venerdì, giugno 25
Allora se ci riesci, qualche volta cerca di essere il mio bacio al veleno… Un bacio cattivo, disinteressato… Come d'altronde lo erano ieri sera. Tutti i tuoi gesti per quanto mi facessero stare bene mi ricoprivano il corpo da capo a piedi di dolore, come se mi infilzassero migliaia di spilli nella pelle.
Non volevo sapere perché. Volevo solo sapere perché mi sento così bene quando tocco il tuo viso e ti do un ingenuo bacio sulla guancia. Credo di averne capito il motivo.
Ora più che mai mi capita di sentirmi davvero stupida. Sento la mia pelle che cerca di rifuggire tutta me stessa, è una sorta di danza dell’animo. Come posso smettere? Sento il sapore del caldo sangue tra le mie labbra, l’amaro ristagna nella mia bocca. Non riesco più a tornare nella realtà, il sole si è spento, per sempre. L’ossessione di una vita infelice mi tormenta. E’ qualcosa che non posso più scacciare, è un marchio a fuoco, è un tatuaggio indelebile.
Qualcuno… Qualcuno mi aiuti.
La direzione della lama cambia. Sento freddo sulla pelle. Sento mani sulla mia pelle. Piacevole. Sento attività dentro di me, lo stomaco si attorciglia come quando penso all’incontrarti per l’ennesima volta. Gli occhi si riempiono di lacrime amare, lacrime che io stessa sto chiedendo. La vista è annebbiata, l’aroma della tristezza sale su per le narici.
Eviti di baciarmi sulla bocca, il tocco più intimo che un essere umano possa concedere, mi stai negando la possibilità di avere quel qualcosa di più intimo. Mi stai negando la tua stessa persona. E’ come negare a un fiore un prato dove stare. E’ come negarmi l’aria da respirare. Non credevo fossi così importante, non credevo che il tocco delle tue mani potesse lasciare un segno così indelebile su di me. Ma ora i polsi che hai toccato, il corpo che hai accarezzato con quel misto di foga e passione è cosparso da cicatrici. Cicatrici che tu stesso mi hai lasciato. Cicatrici che io stessa ho bramato con la stessa intensità con cui un leone brama la sua preda.
Credo che alla fine io abbia scelto te.
Sangue di MiniRei
02:53
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domenica, giugno 20
Lo manderò via.
E poi piangerò da sola.
(Sola)
Mani sui miei occhi.
Velo impercettibile contro
il dolore che sento.
Lo strappo, masochista
Ma tanto so
che nessun telo può coprire
le mie cicatrici.
Allora comprerò altri cento veli
per fare finta di star bene
e ti manderò via
coprendomi con le mani il volto
senza farmi più vedere.
Allora mi chiuderò qui dentro
dove nessuno può trovarmi
neanche tu che conoscevi
ogni mio nascondiglio
ma non la mia anima.
Ma non mi sentirai
urlare dal dolore
per le fiamme che
mi stanno bruciando
il coro dei bambini morti
sta cantando per noi
nessuno li sente
solo io e te
per l'ultima volta.
Allora comprerò del veleno
me lo verserò in bocca
e chiuderò gli occhi
li chiuderò come te
e non mi vedrai più
perchè morendo per seguirti
ho perso me stessa.
Sangue di MiniRei
22:10
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venerdì, giugno 18
Vi state allontanando da me....tutti.
Sangue di MiniRei
04:29
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venerdì, giugno 11
Ancora non so descrivere esattamente la sensazione che ho provato l’8 giugno 2004. Era la seconda volta che vedevo uno spettacolo simile. Ma spettacolo forse è sminuire quello che è stato realmente quel martedì romano…
Non vi racconterò come si è svolta la giornata, è stata stancante. Non noiosa, no di certo… c’erano le persone con cui condividevo un sogno, condividevo l’amore per loro. Ci vogliamo bene, io e i miei amici, è stata una delle cose che più mi ha fatto sorridere…
Sono entrata nel paradiso appena ho varcato la porta dei cancelli per andare a raggiungere la felicità. Ho raddoppiato o forse di più la mia voglia di vivere sentendola cantare, sentendoli suonare… E’ una sensazione strana, tutt’ora non mi so spiegare… L’eccitazione per l’averla vista, averla sentita c’è ancora, non riesce ad andare via. Ho parlato anche con lui… John mi fa venire in mente un po’ il mio hide. Mi piace come sorride… A parte il fatto che è bellissimo. Quando mi sono avvicinata a lui un po’ in preda al panico perché non sapevo proprio cosa dire… ero felicissima. Mi stupisco di non essermi messa a piangere lì davanti a lui… Ho fatto in tempo giusto a chiedergli un bacio e una foto in probabilmente un inglese scorrettissimo ma non importa… mi sorrideva con una gentilezza che mi stava facendo sciogliere. Ora ho il suo plettro. Appena avrò la foto che abbiamo fatto insieme penso che la incornicerò. No, avete proprio ragione, sono pazza di lui. Ma più che altro sono pazza di loro… Per tutto quello che mi danno.
Dopo che è scappato via dopo aver fatto la foto con me avevo nel corpo una sensazione ancora più strana dell’emozione che stavo provando aspettando il concerto. Chiamarla felicità è troppo scontato.
Il concerto è iniziato, io pensavo ancora a John. Ero rimasta davvero colpita dalla sua gentilezza e dalla sua disponibilità. Solo il fatto che mi faccia pensare a hide esprime la mia ammirazione verso di lui. Penso che prima o poi dovrò ringraziarlo per aver suonato la nostra chitarra.
Mentre suonavano i Seether io ancora non realizzavo. Fra pochi minuti avrei visto lei. Colei che mi ha dato DAVVERO la forza di andare avanti… lei che solo con un sorriso, con qualche parola riesce a dare lacrime e sorrisi a milioni di persone. Ed eccola lì, più bella che mai… Mi percorrono i brividi su per tutto il corpo, non è ancora entrata la band al completo, si sente che non è il suo palco… ma nonostante tutto riesce a provocarmi una sensazione di rinascita per tutto il corpo.
Finisce la canzone. Ormai tutte le persone che sono li non fanno che pensare a lei, tutti non vedono l’ora che torni lì, a fare suo quel palco e quel pubblico. O almeno questo è quello che desideravo io. Mi ha fatto tanto piacere che abbia indossato il nostro corsetto mentre cantava.
Torna. Eccoli. Ecco John, Will, Rocky, Terry… e Lei. Mentre sto scrivendo rivedere le immagini di tutto il concerto mi mette i brividi, proprio come se lo stessi rivivendo. Le prime canzoni partono bene, mi piacciono, sto benissimo, troppo bene. Sono… Felice. Mi capita troppo poco spesso di poterlo dire ma io la vedo, quando la sento sono felice. Però la sensazione di gioia si intreccia con qualcosa di strano che non so definire. Thoughtless è iniziata e io sto gia piangendo durante le prime note che lei sta suonando al piano. Ci chiede se sappiamo cos’è.. Sento pochi mormorii ma io lo so cos’è. Non è loro ma… sentire una canzone come quella cantata da Lei, Lei cazzo la mia vita, mi sta uccidendo. Non riesco a parlare, non riesco a cantare e non conosco bene le parole. Piango… E’ l’unica cosa che riesco a fare. Mi accorgo che alcune persone di fianco a me cercano di consolarmi ma io non ce la faccio. Continua a cantare lei. Ti vorrei sentire in eterno ma so che non potrò mai. Le canzoni continuano e io mi sento morire. Morire di felicità. Solo Lei riesce a farmi questo. Io l’8 sono morta e rinata tra le braccia della sua musica.
Non l’ho incontrata. Non le ho potuto dire che io mi sto salvando dalla morte grazie alla sua voce, grazie alla loro musica. Non ho potuto baciarla, non ho potuto avere nulla. Ma sono felice. Se quando è passata per uscire non ha voluto darci neanche un saluto non importa. Se l’ha voluto fare con le persone che l’hanno seguita in albergo non importa. Sono triste per non aver avuto questa possibilità, avrei voluto davvero dirle solo grazie, tenderle il libretto del cd e fare una foto con lei. Ma non importa. Volevo solo dirti grazie, Amy, perché anche se non ho potuto parlarti è stata la serata più bella della mia vita. Quindi grazie di tutto, grazie di esistere e grazie alla tua musica.
Sangue di MiniRei
13:53
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